da circa un mese 25 anni, nel cuore molti di più..per le pene, le croci e le amarezze che custodisco..è il tuo terzo non compleanno, non compleanno perchè nella materia non ci sei, ma bruci nei ricordi…se avessi saputo tutto questo avrei apprezzato molto di più la mia vita prima..ignoravo il potere delle catastrofi..t’illudi che non potrebbe mai accadere a te e guardi le tragedie con occhi tremanti, ma con pace nascosta..quando poi ne assapori l’asprezza, il veleno, vorresti solo riavvolgere i fili di quella matassa e tornare all’origine. ti rivedo nei suoi occhi, ogni giorno, ogni secondo, occhi che hanno smesso di ridere e tu lo sai bene, occhi che celano una malinconia che se la incroci ti paralizza e ti scaraventa in un inverno di neve e ghiaccio. non ne esci da quello sguardo se lo incroci..non ne esci.sono stanca di avere stelle in cielo, vorrei voi brillasse in terra.non dovevi andartene.punto.non in quel modo.il tuo posto era ancora qui.con noi. con lui.
“che tu possa avere il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle”.
sono andata in chiesa..non lo facevo da anni..ho acceso una candela, mi sono seduta e ho pianto..non credo che mai avrò fede a sufficienza per capire i suoi disegni, che per quanto per Lui siano perfetti, per me sono semplicemente assurdi..non credo che accendere una candela possa averle risparmiato anche solo un briciolo di sofferenza..non credo che accendere una candela possa riscaldare il cuore di quella madre consumata dal dolore..non credo che accendere quella candela possa evitare che tutto ciò si ripeta ancora..però ho sperato che quella luce potesse arrivare lontano..lassù, dove il mio cuore è già da tre anni, lassù dove ho più stelle amiche che pianeti spenti, lassù dove levo lo sguardo ogni notte alla ricerca di quei sorrisi che dalla terra sono volati, lassù dove spero lei, povero angelo costretto ad una fine tremenda, e gli altri miei angeli abbiano trovato la pace..per te angelo e per voi angeli miei, il mio pensiero, le mie preghiere, il mio cuore e la mia speranza..
a te che hai preso il volo questa notte..a te che la vita ti ha strappato anche l’ultimo sorriso..a te che il male che avevi dentro ti ha privata di ogni forza…a te che a 25 anni avevi solo da vivere…a te, che ora, come tutte le altre, sarai una stella bellissima..a te la mia preghiera..
rientrata in base..ho lasciato la mia africa..firenze non sarà mai mia abbastanza per impedire a quel vuoto di entrarmi nello stomaco quando i kilometri che avanzano sui binari mi separano dalla mia terra..quel mare, quel cielo, quei tramonti lontani, quegli ulivi piegati dal vento..immagini leggere che porto con me..il sorriso di mia madre, la sua dolcezza, la mia casa, la mia campagna..quei colori che si perdono in distese di arcobaleno.. i bambini che giocano per strada, la cordialità della gente, le stravaganze dei vicini, i fichi rubati..quelle albe strappate al giorno per partite di poker infinite, quella musica folle e ubriaca di taranta..il piacere di stare seduti sempre sullo stesso muretto, ricordi che scivolano tra una fanta e una dreher..quel senso di protezione, di conforto, di barriere alzate intorno a me perchè nulla e nessuno mi tocchi..la mia terra, rifugio dei miei rifugi..
“..Vivere soltanto vivere, in quel momento in quel luogo. Senza mappe, senza orologio senza niente. Montagne innevate, fiumi, cieli stellati. Solo io e la natura selvaggia..”
quello che sento è disprezzo e delusione..per aver vissuto gli ultimi cinque anni in funzione di altro,in funzione di una vita che non volevo, distrutta e abbattuta da disgrazie, sconfitta da emozioni e sentimenti..a pezzi, completamente a pezzi..per aver accettato una dimensione che non mi apparteneva..schiacciata dal peso di sorrisi che ora appartengono al cielo, verso cui levo lo sguardo quando è notte, nella speranza di ritrovare quei sorrisi lassù, insieme alla luna e alle nuvole..appesa a fili che io non potevo muovere..marionetta di chi giocava semplicemente..quello che sento è smarrimento,vuoto e niente..lo stesso niente che trovo riflesso nello specchio ogni mattina quando mi sveglio, lo stesso niente di cui mi sono presa cura in questo tempo, come se fosse tutto..quello che sento è esattamente quello che vorrei poter continuare a non sentire..
sentire un grande vuoto dentro, capire che questo vuoto mi appartiene, è mio..e quella voglia, irrefrenabile, fresca, di sparire..per poi ricomparire da un’altra parte..e cominciare a ricompormi in una forma nuova, cambiando pelle..sradicando le erbacce che contaminano le pareti dell’anima mia, sbiadendo i ricordi, tutti quei maledetti ricordi che puntualmente ripongo dentro di me, con precisione e diligenza, ogni volta che una storia, un attimo, un istante si chiude..quella sensazione, quell’infima sensazione di aver perso ancora una volta me stessa..
disgustata e illusa..consapevole di essermi data senza costrizione alcuna, spinta dal desiderio di superficiale conoscenza ed emozioni di attimi..leggeri, sospesi, a metà tra quella che sono e quella che non sono, in bilico tra la realtà che respingo e il futuro che cerco..inconsapevole, sciocca e spaventata..sommersa dalle macerie del mio io che crolla a pezzi, rinchiusa in me stessa, una volta, ancora una volta..costruendo le mura delle mie prigioni..solide e ferree, perchè nessuno possa toccarle, perchè nessuno possa accedervi..scavando fosse dove sotterrare ciò che resta di pensieri velenosi, aspri, amari..consapevole della malinconia che dietro mi trascino, consapevole della mia solitudine..
” “Nulla fu, nulla sarà: tutto è. Tutto ha realtà e presenza”. Siddharta parlava con entusiasmo; questa rivelazione l’aveva reso profondamente felice. Oh, non era forse il tempo la sostanza di ogni pena, non era forse il tempo la sostanza di ogni tormento e d’ogni paura, e non sarebbe stato superato e soppresso tutto il male, tutto il dolore del mondo, appena si fosse superato il tempo, appena si fosse trovato il modo di annullare il pensiero del tempo?” (Herman Hess, Siddharta)
..una preghiera per tutti quegli angeli che hanno preso il volo questa notte…
“Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere..”